Tra le 64 specie di fanerogame marine, la Posidonia oceanica, una specie endemica del Mediterraneo, sembra essere la più efficace nella fissazione e nello stoccaggio del carbonio. La fissazione media di carbonio totale di questa pianta (tra le foglie, le guaine ed i rizomi) per anno varia tra 33,5 e 426,6 g C.m ed il sequestro medio di carbonio (carbon sink), corrispondente ai tessuti delle guaine e dei rizomi, varia tra 7,7 e 84,4 g C.m-2, con una chiara tendenza alla diminuzione in base alla profondità a causa della diminuzione della densità del prato.
Sulla base di un centinaio di misurazioni effettuate in tutto il Mar Mediterraneo e a profondità comprese tra 0,5 – 32 mt, si è stimato che il tasso di fissazione totale del carbonio da parte della Posidonia oceanica è di 1302tCha– 1.yr- 1. Questa fissazione annuale di carbonio rappresenta solo lo 0,61% in media delle emissioni di CO2 per tutti i Paesi del Mediterraneo, ma nelle grandi isole mediterranee questa fissazione è in media del 3,1% e può raggiungere quasi il 14,4% per la Corsica. Inoltre, il principale vantaggio della prateria di Posidonia oceanica risiede nella sua capacità di immagazzinare il carbonio per secoli o millenni al punto che può essere paragonata a diversi ecosistemi terrestri considerati efficienti nello stoccaggio del carbonio, come le torbiere.